SESSIONE POSTER : NURSING

P96 - DALL'ADULTO AL BAMBINO: CAMBIARE SI PUO'!

A. POLATO 1, T. SILVESTRI 1, A. STIFANI 1

1 AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE DI CIRCOLO E FONDAZ. MACCHI, VARESE, ITALY

OBIETTIVO: In seguito ad un complesso processo di riorganizzazione aziendale, una Struttura ospedaliera periferica a bassa intensità di cura è stata trasformata in Dipartimento materno-infantile di terzo livello. Il cambiamento ha reso necessario l'adeguamento strutturale e funzionale del Servizio di Cardiologia, fino ad allora orientato all'età adulta, tale da garantire al nuovo contesto un'adeguata risposta a bisogni di alta specializzazione del neonato/bambino e della donna. Obiettivo del nostro lavoro è presentare le modalità di riorganizzazione che hanno permesso il passaggio senza discontinuità ad una SSD Cardiologia ad indirizzo pediatrico.
METODI ED AZIONI: il cambiamento ha coinvolto tutte le figure professionali della SSD Cardiologia pediatrica e si è articolato in diverse fasi:

1. identificazione dei bisogni del nuovo contesto (tipologia dell'utenza, struttura ed apparecchiature, professionalità)
2. crescita professionale specifica (giornate di aggiornamento, momenti di condivisione di esperienze durante i breafing quotidiani ed interscambio di competenze specifiche, partecipazione a corsi di formazione) e delle modalità di approccio, di ascolto e di accoglienza
3. riorganizzazione modalità di accesso alle prestazioni (agende dedicate a percorsi per patologia) e apertura di fasce orarie dedicate alla comunicazione (progetto L'ora del cuore)
4. adeguamento strutturale  a misura di bambino
RISULTATI: Accedono alla struttura di circa 10.000 persone per anno (oltre al nucleo familiare di riferimento), di cui il 45% come utenza ambulatoriale e il 55% come degenti. Le attività sono orientate all'epoca prenatale per il 2%, all'età neonatale per il 20%, il 22% all'età pediatrica, il 56% all'area ostetrico-ginecologica. Le apparecchiature sono state adeguate mediante l'acquisto di sonde ecocardiografiche idonee, apparecchi per registrazione Holter, monitoraggio pressione arteriosa e cicloergometro per l'età pediatrica, come pure il materiale di consumo (elettrodi, farmaci ecc.). Il personale infermieristico ha sviluppato capacità assistenziali e relazionali, tali da favorire una collaborazione efficace durante l'esecuzione di esami (utilizzo di sedazione occasionale), contenere il livello di ansia anche del nucleo familiare e garantire un accesso sereno ai controlli successivi. Il personale medico ha accresciuto le proprie competenze cliniche e diagnostiche in cardiologia fetale, neonatale e pediatrica, nonchè nella gestione della gravida cardiopatica /ipertesa. Le agende sono state modulate in percorsi diagnostico-terapeutici per patologia a diversa intensità clinica; il territorio ha la possibilità di comunicare con la struttura attraverso una fascia oraria telefonica riservata e l'utenza può esprimere liberamente e in modo anonimo mediante testo scritto e/o disegni l'impressione del vissuto durante la permanenza. L'ambiente è stato modificato con pareti colorate, disegni e quadri, area riservata al gioco e al disegno, sala allattamento, anche grazie alla collaborazione di volontarie.
CONCLUSIONI: Il processo si è completato in un periodo di circa 3 anni. Le azioni programmate si sono rivelate efficaci, gli operatori hanno sviluppato un soddisfacente grado di autonomia professionale, partecipano in modo attivo all'attività di formazione e hanno instaurato buoni rapporti di collaborazione con il Dipartimento. Gli utenti si affidano con continuità e fiducia alla nostra struttura ...... e anche Giacomo ci lascia intendere che tornerà ... Vi siete impegnate e mi sono divertito a parlare della circolazione, ci vediamo tra un anno!

P97 - RUOLO DELL'INFERMIERE NELL'ANALISI, GESTIONE E CURA DELLE PRINCIPALI E PIÙ FREQUENTI ARITMIE POST-OPERATORIE.

M Cavazza, S De Angelis, C Gualandi, V Mattioli, S Musco, C Potenza

1 Policlinico S Orsola-Malpighi, Bologna, ITALY

In sintesi verranno analizzate le principali e più frequenti aritmie che si possono presentare nel paziente post-operato a cui è stato praticato un intervento cardiochirurgico. Verranno presi in considerazione i più comuni fattori predisponenti che possono essere riscontrati nella nostra realtà lavorativa : squilibri idroelettrolitici, effetti collaterali di terapie farmacologiche e/o procedure/manovre interventistiche, alterazioni anatomiche correlate alla cardiopatia...Il ruolo dell'infermiere risulta prioritario e fondamentale per il rilevamento precoce dell'aritmia stessa e per evitare possibili complicanze dovute ad un loro tardivo riconoscimento. In perfetta sinergia con il medico è importante e fondamentale pianificare e attuare il trattamento più idoneo sia esso farmacologico, strumentale( overdriving trans-esofageo, shock elettrico) o eseguito tramite l'impiego di mezzi fisici (per esempio con stimolazioni termiche ) o ottenuto tramite manovre vagali. La corretta e tempestiva valutazione delle potenziali cause favorenti l'aritmia così come la messa in opera delle giuste opzioni risolutive del problema aritmico sono importanti per la prevenzione degli eventi più critici in cui può incorrere il paziente. Nella presentazione della relazione saranno prese in considerazione le specifiche caratteristiche che riguardano la gestione dei farmaci antiaritmici nonché particolare attenzione sarà riservata alla peculiarità del nursing specialistico e tramite l'uso di filmati verranno esposti casi/simulazioni per evidenziare il corretto approccio e trattamento dell'aritmia. La valutazione delle soluzioni considerate più idonee sarà fonte di riflessione per gli astanti e occasione di formazione continua per le équipe migliorando così la prognosi dei piccoli pazienti.

P98 - LA CREAZIONE DI UN GRUPPO DI SUPPORTO PEER TO PEER NAZIONALE PER ADULTI CON CARDIOPATIA CONGENITA IN ITALIA

E. CALLUS 1, E. Quadri 1, C. Campioni 1, S. De. Vecchi 1, L. Sfameli 1, M. Carminati 1, A. Giamberti 1, M. Chessa 1

1 IRCCS Policlinico San Donato, San Donato Milanese MI, ITALY

Scopi della ricerca: impostare una rete di supporto nazionale per adulti con cardiopatia congenita in differenti regioni italiane: Lombardia, Sardegna, Calabria, Puglia e Sicilia.
Metodi impiegati: il Focus Group è stato condotto per analizzare le necessità dei pazienti nelle differenti regioni italiane, per avviare in modo ottimale il gruppo e decidere la modalità e la tempistica di gestione. Il Focus Group è stato registrato, trascritto e analizzato utilizzando le procedure definite dalla Grounded Theory.
Risultati e conclusioni: il primo Focus Group è stato condotto in Lombardia. Il gruppo ha deciso in questa fase di incontrarsi ogni due mesi. Le considerazioni emerse saranno utilizzate nei Focus Group successivi.

P99 - ESPERIENZA DI FORMAZIONE ' GESTIONE DELLE CARDIOPATIE CONGENITE NEL PAZIENTE PEDIATRICO IN CARDIOCHIRURGIA TIPO'

B. FONDA 1, M. MARITAN 1, G. PONTOGLIO 1, M.A. PADALINO 1

1 TERAPIA INTENSIVA POST OPERATORIA CARDIOCHIRURGIA, UNITA' OPERATIVA AUTONOMA DI CARDIOCHIRURGIA PEDIATRICA, AZI. OSP. PD, PADOVA, ITALY

Concluso corso di formazione per infermieri e per tecnici perfusori dal titolo 'gestione delle cardiopatie congenite nel paziente pediatrico in tipo cardiochirurgia' anno 2009/2010. Importanza del sapere, del sapere essere e del saper fare nella quotidianita' della nostra figura. Condivisione e coordinazione dell'operato dell'equipe come punto fondamentale della gestione del paziente pediatrico cardiochirurgico.
Obiettivi educativi del corso: 1) descrivere l'anatomia e fisio-patologia dell'apparato cardiocircolatorio pediatrico; 2) analizzare le principali cardiopatie congenite del paziente pediatrico; 3) individuare le modalita' assistenziali infermieristiche; 4) trovare le soluzioni per la gestione della criticita' assistenziali.
Come metodi educativi abbiamo utilizzato la presentazione e discussione di problemi e di casi didattici a grande gruppo e la lezione standard con dibattito tra discenti esperti guidato da un conduttore (docente).
Il materiale didattico utilizzato è stato una copia cartacea delle diapositive delle relazioni, coadiuvato da un nuovo strumento infermieristico cartaceo denominato 'vademecum infermieristico assistenza paziente pediatrico in cardiochirurgia tipo'.
Risultati: 1) uniformato e aggiornato le conoscenze rendendo piu' facili i flussi di informazione e di comunicazione tra equipe; 2) unito piu' menti collaboranti per la stesura del vademecum, che porta a migliorare l'assistenza globale del piccolo paziente; 3) coinvolgimento di piu' figure professionali nel corso.

P100 - PROCEDURE IBRIDE IN EMODINAMICA.

M. Bonci 1, E. Limoncelli 1, E. Zarlenga 1, T. Scaglia 1, S. Chiani 1, A. Dessena 1, G. Bolla 1

1 Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma, ITALY

Introduzione Nel corso degli anni le procedure di emodinamica interventistica stanno diventando sempre più complesse con una sempre maggiore sovrapposizione con le procedure cardiochirurgiche. Talvolta è necessario un approccio diretto alle strutture cardiache richiedendo una collaborazione stretta tra cardiochirurgo che apre il torace ed espone la zona da trattare e il cardiologo che esegue l'intervento. Questo implica anche che la formazione dell'infermiera di sala di emodinamica comprenda le nozioni base dell'approccio chirurgico.
Materiali e risultati Nel nostro Laboratorio a prtire dal 2010 sono state eseguite 7 procedure ibride. Queste comprendevano: 4 pz con atresia polmonare e difetto interventricolare in cui è stato inserito uno stent tra ventricolo destro e arterie polmonari, 1 pz con coartazione aortica per l'insermento di uno stent, 1 paziente con difetto interventricolare per la chiusura del DIV e associato debendaggio e 1 paziente con canale atrio-ventricolare e bendaggio per l'angioplastca dell'arteria polmonare destra. Sei procedure hanno richiesto una sternotomia mentre una procedura una toracotomia. Nel caso di procedura ibrida la preparazione della Sala e del paziente viene fatta in collaborazione con gli infermieri di sala operatoria in modo da avere tutti gli accessi pronti all'intervento. In quasi tutti i casi l'infermiere ferrista inizia l'intervento in collaborazione con il cardiochirurgo. Una volta pronto l'accesso l'infermiere di sala di Emodinamica riorganizza il campo in base alle caratteristiche della procedura che deve essere eseguita. Tali procedura richiedono da parte del personale infermieristico una particolare attenzione alla sterilità e alla preparazione del materiale e una costante collaborazione tra le due equipe. Entrambe gli infermieri in Emodinamica devono avere una conoscenza precisa del materiale necessario e di tutte le procedure al fine di ridurre al minimo rischi e tempi.

P14 - SORVEGLIANZA DELLE INFEZIONI DEL SITO CHIRURGICO IN CARDIOCHIRURGIA PEDIATRICA

S. BARATTA 1, G. BONTEMPI, P. CIMOLI, D. DANESI, D. DONNINI, A. FANTINI, S. FONTANI, S. CECCARELLI, M. FOLEGNANI, E. SACCHETTI, C. MARIOTTI, L. PARENTI, S. QUADRELLA, V. RUFFINI, A. FREDIANI, L. MANFREDI, S. MANFREDI, L. GHERARDI, T. SPADONI, A. TELLARINI

1 FONDAZIONE G. MONASTERIO, MASSA, ITALY

INTRODUZIONE: Le infezioni del sito chirurgico rappresentano in Italia mediamente il 20% di tutte le infezioni Ospedaliere. Si individua pertanto la necessità di ridurre la frequenza in quanto, comporta un danno per la salute dei pazienti e rilevanti implicazioni economiche per il Sistema sanitario. La sorveglianza in Ospedale si è dimostrata uno strumento efficace nel ridurre la frequenza di infezioni ospedaliere (NNIS, USA, 2000). Per questo motivo numerose sono le raccomandazioni per la loro identificazione, classificazione e quantificazione. Nel nostro centro all'anno sono sottoposti ad intervento cardiochirurgico circa 230 pazienti per i quali un sistema di sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico compresa di follow-up si è reso importante per l'identificazione del tipo di infezione, per la prevenzione, e per migliorare la qualità dell'assistenza nonché la riduzione dei costi per il Sistema Sanitario.
OBIETTIVO GENERALE: Definire la frequenza delle ISC in interventi di CCH pediatrica.
MATERIALI: Strumenti informativi, articoli, riviste, banche dati, scheda rilevazione dati,
METODI: Condivisione del progetto con il Direttore Sanitario, il Dirigente medico e i Referenti di reparto Elaborazione della Scheda di sorveglianza e condivisione della stessa, rilevazione e analisi dei dati. Sono stati osservati tutti i pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico per il 2010. E' stata elaborata una scheda per la raccolta delle informazioni generali relative al paziente, ai dati dell'intervento, al codice ASA, al tipo di profilassi antibiotica. Per la definizione di infezioni si è utilizzata la classificazione del CDC. I pazienti arruolati sono stati monitorati durante la loro degenza e al controllo post chirurgico nei trenta giorni successivi l'intervento. Sono stati sorvegliati 170 pazienti, 80 femmine e 90 maschi, , il 97,3% con codice ASA 4, 49 pazienti erano già reinterventi. E' risultata una degenza media pre-intervento di 4 giorni( mediana 2), in ICU 5,5 giorni (mediana 3) . L'85% dei pazienti è stato trattato con Cefuroxime per la Profilassi Antibiotica. Altri dati sono stati rilevati utili per definire l'IRI e incrociare il rischio con l'incidenza. ISC rilevate 15 (Incidenza 8,5%) 13 superficiali , e 2 profonde, nessuna organ/space.
RISULTATI: L'85% delle ISC si è manifestato durante i primi mesi dell'anno, dopo i quali si è sviluppato un progetto di formazione e informazione, di feed-back tra le varie figure che ci ha permesso di uniformare i comportamenti e definire le buone pratiche ottenendo buoni risultati. Aderire al progetto sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni del sito chirurgico è un valido aiuto per standard di qualità sempre più uniformi e certi, permettendo "confronti intra ed inter-ospedalieri con altre realtà a livello sia nazionale sia internazionale" (HELICS)